Aspetti faunistici

Aspetti faunistici

Nella descrizione degli aspetti faunistici sono riportati i riferimenti alle specie indicati nella direttiva 92/43/CEE (Direttiva “Habitat”) con i seguenti codici:

DH II --> specie di cui all’allegato II della direttiva

DH IV --> specie di cui all’allegato IV della direttiva

DH V --> specie di cui all’allegato V della direttiva

I corsi d’acqua di risorgiva

Ittiofauna

Uno degli aspetti faunistici di maggiore interesse di questi ambiti fluviali è indubbiamente costituito dalle comunità ittiche che colonizzano a mosaico i microambienti adatti alle singole specie. Nei fiumi di risorgiva, infatti, i popolamenti ittici non mutano tipologicamente e numericamente, da monte a valle, secondo un gradiente longitudinale. Le zone ittiche risultano fortemente compresse e sovrapposte, tanto da essere, di fatto, difficilmente distinguibili.

Si può affermare che nei corsi d’acqua di risorgiva vengono a convivere specie con esigenze ecologiche assai diverse, che si alternano lungo l’asta fluviale, colonizzando i microambienti a loro adatti.

In prossimità delle fonti sorgentifere e nel tratto immediatamente a valle, si rinviene un’associazione che è tipica del primo tratto dei corsi alpini, caratterizzata da mutui rapporti di predazione: quella a trota fario (Salmo [trutta] trutta) e a scazzone (Cottus gobio – DH II). Tuttavia, vi sono prove documentali che attesterebbero l’introduzione artificiale della trota fario che nei tratti superiori dei corsi d’acqua ha quasi soppiantato l’unico importante salmonide endemico del bacino del Po e dei fiumi veneto-friulani: la trota marmorata (Salmo [trutta] marmoratus - DH II).

Localmente presente, ma in forte e costante declino anche negli ambiti fluviali ricompresi entro il perimetro del parco, questa entità, che gli ittiologi tendono attualmente a considerare semispecie, è sottoposta a grave rischio d’estinzione per fecondazione incrociata tra le due specie con generazioni di ibridi interfertili e conseguente dispersione del patrimonio genetico del ceppo selvatico.

A partire dagli anni ‘70, problemi legati alla sparizione delle zone di pastura e i siti di riproduzione causa l’aumento incontrollato dell’eutrofizzazione hanno invece provocato la drammatica contrazione numerica delle popolazioni indigene di temolo (Thymallus thymallus - DH V), l’altra specie rappresentativa, assieme alla trota marmorata, dei tratti medio-superiori dei corsi di risorgiva.

Sempre nei tratti superiori dei corsi d’acqua, a queste specie citate si accompagnano infine altre entità reofile di piccola dimensione, ma di interesse naturalistico: il vairone (Leuciscus souffia – DH II), la lampreda padana (Lethenteron zanandreai - DH II e DH V) e lo spinarello (Gasterosteus aculeatus), quet’ultimi due endemiti del distretto padano.

Procedendo verso valle si rinviene, tra le altre presenti, anche un’altra specie d’interesse comunitario: il barbo (Barbus barbus plebejus - DH II e DH V).

Macroinvertebrati bentonici

La comunità dei macroinvertebrati bentonici, è ben rappresentata. Nel primo tratto dei corsi d’acqua di risorgiva le popolazioni di Efemerotteri e di Tricotteri risultano nettamente dominanti sugli altri gruppi. Tra le specie più interessanti di efemeroidei ricordiamo: Baetis liebenauae, Cloeon cognatum, Centroptilum luteolum, Paraleptophlebia submarginata, Ephemerella ignita. Di particolare interesse ecologico, inoltre, la è presenza dei generi Ecdyonurus, Heptagenia e soprattutto Rhithrogena, accertata per varie rogge.

Tra i Tricotteri si segnala Odontocerum albicorne, Silo nigricornis, Hydropsyche pellucidula e Polycentropus flavomaculatus.

Tra i Gasteropodi, nei collettori a fondo-ghiaioso-limoso dei tratti a valle dalle zone di risorgenza, sono state rinvenute popolazioni consistenti di Emmericia patula, specie a gravitazione alpino-dinarica che in Italia trova il limite occidentale del suo areale di distribuzione. Sono state appurate presenze significative anche di Theodoxus spp., nei tratti con corrente a maggiore velocità, e di Bithynia spp. e Anisus spp. in quelli con acque più tranquille. Affossate nei fondali limosi dei corsi d’acqua oggetto di studio, specie del genere Pisidium spp. costituiscono invece le entità più rappresentative dell’ordine dei Bivalvi.

La comunità dei macroinvertebrati bentonici, è ben rappresentata. Nel primo tratto dei corsi d’acqua di risorgiva le popolazioni di Efemerotteri e di Tricotteri risultano nettamente dominanti sugli altri gruppi. Tra le specie più interessanti di efemeroidei ricordiamo: Baetis liebenauae, Cloeon cognatum, Centroptilum luteolum, Paraleptophlebia submarginata, Ephemerella ignita. Di particolare interesse ecologico, inoltre, la è presenza dei generi Ecdyonurus, Heptagenia e soprattutto Rhithrogena, accertata per varie rogge.

Tra i Tricotteri si segnala Odontocerum albicorne, Silo nigricornis, Hydropsyche pellucidula e Polycentropus flavomaculatus.

Tra i Gasteropodi, nei collettori a fondo-ghiaioso-limoso dei tratti a valle dalle zone di risorgenza, sono state rinvenute popolazioni consistenti di Emmericia patula, specie a gravitazione alpino-dinarica che in Italia trova il limite occidentale del suo areale di distribuzione. Sono state appurate presenze significative anche di Theodoxus spp., nei tratti con corrente a maggiore velocità, e di Bithynia spp. e Anisus spp. in quelli con acque più tranquille. Affossate nei fondali limosi dei corsi d’acqua oggetto di studio, specie del genere Pisidium spp. costituiscono invece le entità più rappresentative dell’ordine dei Bivalvi.

Erpetofauna

Fra gli anfibi idrofili più comuni presenti nell’ambito vanno annoverate le rane verdi, complesso riproduttivo costituito da Rana lessonae (DH IV) e R. klepton esculenta (DH V), legate indissolubilmente all’ambiente acquatico.

In questi ambienti è ben rappresentata è anche la testuggine palustre (Emys orbicularis DH II e DH IV), che divide l’habitat con popolazioni ancora consistenti di biscia tassellata (Natrix tessellata - DH IV), la quale può contare su notevoli scorte alimentari a base di pesci e anfibi urodeli, e la biscia d’acqua dal collare (Natrix natrix), che si contraddistingue dalla precedente per uno spettro alimentare più ampio, costituito anche da sauri e piccoli mammiferi.

Ornitofauna

Le specie di uccelli nidificanti più strettamente legate agli ambienti acquatici e quelle che si rinvengono più frequentemente in assoluto lungo i corsi d’acqua e fra la vegetazione spondale, sono il tuffetto (Tachybaptus ruficollis), la folaga (Fulica atra) e gallinella d’acqua (Gallinula chloropus). Meno frequente, ma ancora abbastanza comune, è il martin pescatore (Alcedo atthis). Si mantengono in prossimità dell’acqua anche la ballerina bianca (Motacilla alba) e la ballerina gialla (M. cinerea), la prima prediligendo le rogge con corrente vivace e con salti di fondo e manufatti, la seconda i corsi d’acqua con corrente lentica.

Le sponde dei corsi d’acqua a corrente lentica, delle lanche e dei canali di bonifica e i fossi di scolo artificiali

Ornitofauna

Una tra le specie di uccelli delle quali è stata accertata la nidificazione nei canneti e i tifeti è il porciglione (Rallus aquaticus), specie piuttosto elusiva che si mantiene quasi costantemente nel fitto della cintura spondale a cannuccia palustre. Di abitudini simili è il tarabusino (Ixobrychus minutus), che colonizza i canneti non particolarmente estesi con presenza sparsa di alberi e cespugli igrofili.

Tra gli anatidi anche la marzaiola (Anas querquedula) risulta nidificante, prediligendo tuttavia gli stagni, olle di risorgiva e piccoli specchi d’acqua circondate da prati e coltivi.

I fragmiteti costituiscono habitat di elezione anche per la cannaiola (Acrocephalus scirpaceus) e il cannareccione (Acrocephalus arundinaceus), due silvidi la cui presenza nell’area di studio è stata più volte accertata nel corso dei rilievi di campagna. Nei cariceti ripariali ad elevata copertura associati a intricati arbusteti di salice cinerino è particolarmente frequente l’usignolo di fiume (Cettia cetti).

Olle, fontanai e torbiere basse

Erpetofauna

Gli ambienti di torbiera, garantendo un costante raffreddamento del terreno grazie all’infrigidimento degli orizzonti superficiali per affioramento di acque di risorgiva a bassa temperatura, costituiscono gli habitat elettivi di un piccolo sauro a temperamento microtermo: la lucertola vivipara (Zootoca vivipara). Si tratta del rettile con il più esteso areale di distribuzione a livello mondiale, ma che nel settore meridionale di questo rivela un’esclusiva vocazione montano-alpina. Sulla stessa vegetazione delle torbiere, si rinviene di frequente anche la raganella italiana (Hyla intermedia - DH IV), che nelle raccolte d’acqua più calde trova il suo ambiente riproduttivo ideale. Presenti nelle acque limpide delle olle di risorgiva anche due specie di anuri il tritone crestato meridionale (Triturus carnifex - DH II e DH IV) e il tritone punteggiato meridionale (Triturus vulgaris meridionalis) che in questi ambienti si comportano come specie sintopiche.

Ornitofauna

Le superfici residue di torbiera della bassa friulana non sembrano ambienti di particolare interesse per l’avifauna. Tra le specie che frequentano saltuariamente il prati umidi vanno menzionati comunque il beccamoschino (Cisticola juncidis) e la cutrettola (Mottacilla flava).

Possono tuttavia rappresentate potenziali siti di nidificazione dell’albanella minore (Circus pygarcus), un rapace diurno migratore regolare che giunge in questi territori di nidificazione in aprile-maggio con un numero di coppie ormai molto esiguo.

Ambienti forestali

Rana (foto di Andrea Tosi)

Erpetofauna

All’interno delle superfici boschive, ma anche e soprattutto a margine di boschi e negli ambienti agricoli con abbondanza di siepi, si rinvengono varie specie di anfibi e rettili, in gran parte di interesse comunitario.

Sono piuttosto comuni due rane rosse: la rana agile (Rana dalmatina - DH IV) e la rana di Lataste (Rana latastei - DH II e DH IV). Il saettone (Elaphe longissima - DH IV) frequenta più o meno gli stessi ambienti, anche se ha una certa preferenza per gli ambienti forestali come l’ululone dal ventre giallo (Bombina variegata - DH II e DH IV) e il rospo (Bufo bufo). Il colubro liscio (Coronella austriaca - DH IV) e la vipera comune (Vipera aspis francisciredi) sono più esigenti e richiedono ambienti agrari a bassa semplificazione ambientale, con macchioni di rovo che bordano le paludi più estese e ne circondano le olle sorgive.

Terofauna

Fra i micromammiferi che vivono nei boschi ricordiamo il toporagno della Selva di Arvonchi (Sorex arunchi), una nuova specie relativamente abbondante negli ambienti forestali di pianura fresco-umidi.

Si segnala anche la puzzola (Mustela putorius - DH IV), presente qui con piccole popolazioni, appare invece in netto declino, causa la mancanza di ambiti agrari con paesaggio diversificato e ricco di elementi di naturalità vegetazionale, quali macchioni, siepi, fossi alberati.