Premessa

L’area oggetto d’intervento rientra in una più ampia zona, sostanzialmente coincidente con il SIC Risorgive dello Stella, che da diversi decenni è stata oggetto di azioni, con esiti diversi, di tutela ambientale.

Già nel Piano Urbanistico Regionale del Friuli Venezia Giulia degli anni ’70 l’area è stata destinata a Parco e successivamente oggetto di una pianificazione di dettaglio (Piani di Conservazione e Sviluppo), con esiti purtroppo negativi per le forti resistenze dimostrate dalle popolazioni residenti.

Successivamente, ulteriori normative regionali di carattere urbanistico ed ambientale (in particolare la L.R.42/96) hanno attribuito all’area valenze naturalistico-ambientali, consentendo di arrestare in particolare gli interventi di trasformazione delle superfici boscate in zone agricole.

Attualmente l’area di progetto è inserita tra le Aree di Reperimento da prendere in considerazione per l’eventuale formazione di nuovi Parchi Regionali: l’area stessa è parzialmente tutelata dalla normativa paesistico-ambientale nazionale (ex legge “Galasso”) e  comprende alcuni biotopi regionali, come la Risorgiva di Zarnicco presente entro l’area di progetto, in cui vigono norme di tutela e in cui sono previsti contributi per interventi a finalità ambientali (legati per lo più alla tutela delle formazioni prative e formazioni erbacee igrofile di risorgiva).

In generale gli sforzi attuati dall’Amministrazione Regionale per trasformare la zona considerata in un’area a Parco non sono giunti a buon fine, scontando lo scarso appoggio delle popolazioni residenti che vedevano tali iniziative come “imposizioni di vincoli calate dall’alto”.

Per superare questa situazione di stallo e di incertezza sul futuro delle zone considerate, l’Amministrazione Comunale di Rivignano ha proceduto, dall’inizio degli anni 2000, ad implementare specifiche azioni di tutela, inserendole nei Piani Regolatori Generali Comunali in categorie azzonative dotate di norme rivolte a favorire la creazione di un Parco Comunale, così come previsto dalla L.R.42/96.

Nel 2004 ha visto la luce il Parco Comunale dello Stella di Rivignano, quale iniziativa di tutela e valorizzazione del territorio indicato, partita “dal basso”, fondata su un continuo e proficuo contatto con la popolazione residente e rivolta a perseguire una gestione compatibile con le valenze ambientali presenti e socialmente accettabile.

Tale iniziativa di carattere pianificatorio-progettuale è stata sottoposta con esito positivo alla valutazione di incidenza da parte dell’Amministrazione Regionale. Come diretta conseguenza dell’istituzione del Parco Comunale dello Stella di Rivignano è stato organizzato un Ente Gestore (presieduto dal dott. Davide Rocchetto) che propone iniziative gestionali e valuta gli interventi che avvengono all’interno del parco stesso.

Entro questa attività di ordinaria gestione del Parco Comunale ricade la redazione dei Piani di Coltura dei Boschi che, su specifica richiesta dei proprietari boschivi, definiscono una gestione concordata delle superfici forestali cercando un equilibrio tra esigenze di tutela dell’habitat ed esigenze economiche della popolazione locale, gestione che viene attuata direttamente dai proprietari. Ciò consente un’azione conoscitiva delle singole micro-realtà boschive e socio-economiche, consente la tutela specifica degli alberi notevoli (diametro superiore a 60 cm) e del bosco nel suo complesso, e soprattutto instaura un rapporto costruttivo tra i residenti e l’Ente gestore del Parco, aprendo la strada ad ulteriori iniziative.

Al momento attuale quindi, in base alle varie normative esistenti, l’habitat 91E0* è parzialmente tutelato nel senso che non sono ammesse, salvo specifiche autorizzazioni, riduzioni di superficie boscata. Tuttavia il livello qualitativo di questi boschi è ancora lontano dall’essere considerato soddisfacente, per i motivi descritti in precedenza.

Per questo si intende avviare le nuove iniziative per raggiungere una dimensione minimale dei corpi boscati, una situazione strutturale e compositiva e una forma di gestione tali da garantire le basi per una conservazione concreta della ricchezza biologica dell’habitat considerato e per la sua espansione nelle formazioni forestali contermini.

Gli interventi proposti sono rivolti specificatamente al miglioramento delle ondizioni di conservazione dell’habitat 91E0*, considerato prioritario dall’Unione Europea.

Lo stato generale di conservazione di questo habitat è attualmente precario per i seguenti motivi:

Gli interventi previsti cercano di contrastare tutti i punti critici sopra elencati in un’ottica gestionale di approccio globale di medio-lungo periodo e di ricerca continua dell’appoggio delle popolazioni locali, contribuendo in maniera significativa al consolidamento dell’habitat 91E0* entro il sito IT3320026 - Risorgive dello Stella.

Si attribuisce inoltre molta importanza al fatto che il costituirsi di una zona dotata di una gestione specificatamente rivolta al mantenimento e al miglioramento della biodiversità dell’habitat 91E0* rappresenti una garanzia per la futura espansione dei suoi contenuti naturali nelle zone geografiche contermini, secondo due direttrici:

In assenza di interventi nell’area di progetto non vi è alcuna garanzia che la biodiversità dell’habitat citato possa mantenersi a causa della precarietà soprattutto qualitativa (struttura arborea, composizione specifica, profondità di falda) e dinamica (trasformazione in cenosi mesofile, incremento delle specie alloctone, ...)  delle formazioni boscate attualmente esistenti.

L’approccio utilizzato, seppure estremamente attento alle condizioni naturali e socio-economiche del sito interessato dagli interventi, è trasferibile sia dal punto di vista tecnico che programmatico a qualsiasi altra realtà costituita da zone boscate (in particolare se poste lungo corsi d’acqua) inserite in realtà rurali attive e vitali che le pongono sotto una costante pressione.

Il progetto proposto, tramite l’esecuzione prioritaria di azioni concrete di conservazione, assume un carattere sia di progetto dimostrativo che di best practice.

BEST PRACTICE:

A) Applicazione di metodi di rinaturazione forestale di zone agricole in ambiti fluviali

Descrizione:

Applicazione e adattamento di metodologie conosciute di rinaturazione relative a:

  1. sistemazione morfologica e idraulica preordinate a interventi di rinaturazione di aree umide e fluviali;
  2. produzione di materiale vivaistico da portasemi locali;
  3. interventi di rinaturazione (piantagioni, semine, traslocazione di terreno e specie vegetali da zone già boscate, ...) con materiale vegetativo esclusivamente locale

Target:

  1. amministrazioni pubbliche
  2. vivai
  3. imprese di opere a verde e di movimentazione terre
  4. progettisti

Azioni di disseminazione:

B) Applicazione di sistemi selvicolturali a boschi umidi

Descrizione:

Applicazione di metodologie conosciute di gestione selvicolturale adattate a scopi di conservazione della biodiversità delle formazioni forestali dei terreni umidi:

  1. ceduazioni con matricinatura permanente a gruppi;
  2. ceduazioni semplici a buche;
  3. avviamenti a fustaia.

Target:

  1. Tecnici forestali di pubbliche amministrazioni
  2. Liberi professionisti forestali
  3. Proprietari boschivi pubblici e privati

Azioni di disseminazione:

DEMONSTRATION:

A) Modalità di approccio al miglioramento ambientale di zone boscate umide e ripariali da parte di Amministrazioni locali (Comuni) in zone rurali non marginali:

Descrizione:

Approccio globale al problema delle formazioni boscate in zone rurali a forte pressione antropica, basato su quattro punti:

  1. un’attenta pianificazione degli interventi;
  2. la continua ricerca del consenso locale e della partecipazione attiva;
  3. l’esecuzione di interventi concreti;
  4. la gestione in delega delle proprietà forestali private.

Target:

  1. Comuni della zona delle risorgive
  2. Amministrazioni pubbliche locali in territori rurali con forte pressione agricola

Azioni di disseminazione:

Particolare valore dimostrativo assumono le azioni di gestione in delega delle proprietà forestali (per attuare una selvicoltura i cui benefici per la collettività consentano parallelamente al privato di ritrarre il giusto profitto dalla loro proprietà) e di fornitura di materiale vivaistico autoctono ai privati (per favorire la diffusione geografica di specie ed ecotipi locali al solo costo di produzione delle piantine).

Si segnala inoltre che durante la progettazione e l’esecuzione dei lavori, il monitoraggio tecnico-scientifico del progetto registrerà i dati in forma tale da poter essere usati anche nelle fasi successive di disseminazione, e quindi con una attenzione particolare al valore di comunicazione dei dati registrati.

INNOVATION:

n.p.

Il progetto proposto già nel suo complesso appare avere un bilancio del carbonio, nel medio-lungo periodo, positivo in base alle seguenti considerazioni:

A) Attività di trasformazione di superfici agricole in superfici boscate

Principali conseguenze sul bilancio del carbonio:

  1. eliminazione delle emissioni di carbonio derivanti dalle lavorazioni agricole annuali e da tutte le attività ad esse correlate;
  2. accumulo di carbonio nel suolo per l’umificazione della S.O. della lettiera;
  3. fissazione del carbonio da parte delle specie legnose di nuovo impianto.

B) Gestione selvicolturale rivolta al mantenimento della biodiversità

Principali conseguenze sul bilancio del carbonio:

  1. gli interventi di avviamento a fustaia e di matricinatura permanente consentono un sostanziale allungamento dei turni con maggior accumulo del carbonio nel medio periodo. Ciò viene solo in parte annullato dall’eventuale acquisto di legna da ardere (per far fronte alle esigenze familiari) da parte dei proprietari che hanno dato in delega la gestione selvicolturale.
  2. il mantenimento di necromassa legnosa in bosco a fini naturalistici incrementa l’attività biologica e la fissazione di carbonio nel terreno.

Le fasi inerenti l’esecuzione degli interventi di rimodellamento del terreno e  rinaturazione comporteranno per loro natura l’utilizzo di macchinari con conseguenti emissioni di CO2, per altro ineliminabili, che verranno comunque compensate nel medio periodo dall’effetto della trasformazione d’uso del suolo.